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AMEDEO AMADEI

Amedeo Amadei con la maglia della Roma

DATI ANAGRAFICI DI AMEDEO AMADEI

Nasce a Frascati (Roma)

Nasce il 26/7/1921

Muore a Grottaferrata (Roma)

Muore il 24/11/2013

STATISTICHE DI AMEDEO AMADEI CON LA ROMA

Ruolo: Attaccante

Stagioni: 9 (1936-1938 / 1939-1948)

Presenze totali: 234 (216 di Campionato e 18 di Coppa Italia)

Gol segnati: 111 (100 in Campionato e 11 in Coppa Italia)

Titoli: Scudetto 1942 

Amedeo Amadei è un centravanti veloce e dotato di un tiro molto potente. Astuto e abile nel dribbling, pecca soltanto nel colpo di testa. Una delle sue giocate più tipiche consiste nel far passare il pallone ad un lato del suo avversario aggirandolo rapidamente per quello opposto. Addetto alle consegne nel forno di famiglia ma innamorato del pallone e della Roma sin da bambino. La sua vita cambia in un pomeriggio di luglio del 1935 quando, quattordicenne, legge su Il Littoriale di un provino organizzato dalla Roma per i ragazzi della sua età (vai allo speciale “Un fornaretto bandiera della Roma” per saperne di più). 

I record del fornaretto

Una volta superato il provino ed entrato a far parte dei giovani della Roma, Amadei brucia le tappe. Il tecnico Barbesino lo tiene molto in considerazione e l’11 aprile 1937 lo schiera in amichevole contro il Cagliari e il fornaretto, così ribattezzato da tutti i tifosi, non si ferma più. Il 21 aprile ancora in amichevole a Salerno e poi il 2 maggio 1937 debutta nel pareggio casalingo con la Fiorentina (2 a 2) facendo registrare il primato del più giovane esordiente in Serie A. La domenica successiva è di nuovo in campo a Lucca ed è un altro record, stavolta quello del più giovane marcatore in Serie A, grazie al gol della bandiera nella sconfitta per 5 a 1 con la Lucchese. Inizialmente Amadei gioca con la maglia numero sette ed è schierato da ala. In seguito alle prestazioni fornite nei suoi primi due campionati di Serie A, la Roma decide di mandarlo a giocare con regolarità a Bergamo, dove disputa con l’Atalanta il campionato di Serie B 1938-39.

Il Littoriale annuncia il debutto di Amadei
Il Littoriale annuncia il debutto di Amadei
Amadei in azione contro il Liguria
Amadei in azione contro il Liguria l'8 ottobre 1939

Amedeo Amadei torna a Roma e vince lo scudetto

Rientrato dal prestito all’Atalanta, Amedeo Amadei esplode nel campionato 1940-1941, utilizzato dal tecnico Shaffer nel ruolo di centravanti che gli consente di segnare 18 gol. La stagione termina con la beffa della finale di Coppa Italia giocata a Roma contro il Venezia, nella quale il fornaretto realizza una tripletta nell’arco di pochi minuti. La Roma va sul tre a zero ma viene recuperata dai lagunari che avranno poi la meglio nella finale bis. Sono le premesse per il trionfo dell’anno successivo, con la Roma che vince uno storico scudetto, il primo di una squadra del centro-sud, e l’attaccante che si ripete con altri 18 gol. Amadei è decisivo in tante occasioni ed è il beniamino, lui romano e popolano, dei tifosi che impazziscono di gioia. Il fornaretto è ormai per tutti l’ottavo Re di Roma

Amadei festeggia lo scudetto da bersagliere
Amadei festeggia lo scudetto da bersagliere

Amedeo Amadei dalla gloria alla fame

L’anno successivo allo Scudetto la Roma non si ripete e la fortuna volta le spalle ad Amadei. Il 23 maggio 1943 si gioca a Torino la semifinale di Coppa Italia contro i granata e, a 7 minuti dal termine, si accende un parapiglia in seguito ad un gol di Ossola, convalidato nonostante il guardalinee avesse alzato la bandierina. Quest’ultimo viene colpito da un calcio da dietro e, nel caos generale, incolpa l’innocente Amadei che viene espulso. Ci sono diverse testimonianze che ne confermano l’estraneità ai fatti, ma la sentenza finale ha bisogno di un colpevole e dice “squalifica a vita”. Intanto fuori dal campo infuria la guerra e un bombardamento alleato distrugge il forno Amadei proprio nel giorno dell’armistizio, l’8 settembre 1943. Senza stipendio e senza forno, cresce la preoccupazione di Amedeo per la prossima paternità. Amadei si salva poi dal dramma di una probabile chiamata alle armi per la Russia solo grazie allo Scudetto vinto con la Roma e ad una licenzia premio di venticinque giorni.

Amadei davanti al suo forno di Frascati
Amadei davanti al suo forno ricostruito dopo il bombardamento del 1943

Testimonianza di Amadei

“L’8 settembre 1943 gli americani bombardarono Frascati per via della presenza del comando centrale tedesco. Mi salvai per miracolo e vagai per due giorni per i campi come un animale… Dopo lo sbarco di Anzio del 22.1.1944 con mia moglie incinta e mia madre ci rifugiammo in un monolocale a P.zza Istria. Dormivo per terra e non potevo ancora giocare per via della squalifica… Per guadagnarmi da vivere andavo all’alba in bicicletta a Frascati a tagliare legna nei boschi, e scaricavo farina nel deposito di un amico… Un giorno, mentre leggevo Il Calcio Illustrato, aerei inglesi mitragliarono di colpo per la strada e mi salvai entrando di corsa dentro una chiesa… A fine aprile ripresi a giocare, ma ero debole e fuori forma. La società mi aiutò tantissimo. La moglie del massaggiatore Cerretti, di professione levatrice, fece partorire mia moglie. Il medico sociale Zappalà operò mia madre sul tavolo di casa per un problema di vene varicose… Eravamo tutti amici e ci aiutavamo nel modo più umile possibile” (dal Bollettino del Gruppo dei Romanisti n.2 2019)

Amadei via dalla Roma, mai contro la Roma

Terminato il conflitto mondiale e dopo due Campionati di Guerra, riprende la Serie A ed Amadei beneficia di una amnistia e torna a giocare. La Roma non è però più la stessa, in crisi di risultati in campo e con i conti fuori posto a livello societario. Amadei è un lusso che non può più permettersi e lo stesso campione risente di questo contesto rimanendo fuori dal giro azzurro a favore dei giocatori delle squadre del Nord. Diventa inevitabile la sua cessione con l’Inter che la spunta e lo fa suo a settembre del 1948. Amadei va così a Milano a malincuore e impone ai suoi nuovi dirigenti, ora dell’Inter e poi del Napoli, di poter scegliere di non giocare contro la Roma se questa si fosse trovata in cattive acque. Cosa che accade puntualmente il 1 aprile 1951 quando si gioca un Napoli-Roma con i giallorossi invischiati nella palude della zona retrocessione. Amadei rimane a guardare fuori dal campo e qualche settimana più tardi scoppierà a piangere negli spogliatoi alla notizia dell’avvenuta retrocessione. Lontano da Roma l’ex fornaretto trova però i soldi e la Nazionale, facilitato anche dalla tragedia di Superga che priva gli azzurri dell’apporto dei torinisti. Terminata la carriera da calciatore intraprende quella di allenatore, per lo più a Napoli ed è premiato con un Seminatore d’oro. Si dedica poi di nuovo al forno di famiglia lasciando cadere le diverse proposte di rientrare a vario titolo nella Roma e preferendo lasciare di sé il ricordo di un fornaretto che condusse la Roma allo scudetto.

Il Corriere dello Sport annuncia l'addio di Amadei alla Roma
Il Corriere dello Sport annuncia l'addio di Amadei alla Roma

Curiosità su Amadei

  • Amadei esordisce in Serie A nel 1937 a 15 anni e 280 giorni, facendo registrare il record di esordiente più giovane della storia della Serie A. Questo primato viene prima eguagliato dal genoano Pietro Pellegri nel 2016 e poi superato dal bolognese Wisdom Amey, che fa il suo esordio a 15 anni e 274 giorni nel 2021;
  • Amedeo Amadei detiene tuttora il record di più giovane marcatore della Serie A avendo realizzato la sua prima rete all’età di 15 anni e 287 giorni;
  • Con 111 reti complessive segnate con la maglia della Roma è a lungo il primo marcatore della società di tutti i tempi. Prima di essere superato da Pruzzo, Totti e Dzeko (vai alla classifica);
  • Segna il primo e l’ultimo gol con la maglia della Roma sul campo di Lucca contro la Lucchese;
  • Amadei gioca con la Roma anche le due edizioni del Campionato Romano di Guerra, dal 1943 al 1945. Realizzando 24 reti in 18 gare;
  • Ha due sorelle maggiori, Antonietta e Adriana, che sono decisive nel convincere il papà a farlo giocare con la Roma dopo aver superato il provino;
  • Il soprannome “ottavo Re di Roma” gli viene dato dal giornalista Bruno Roghi sulle colonne de Il calcio illustrato;
  • Nel 1946 durante una cena tra i giocatori della Roma, presente anche l’arbitro fiorentino che aveva comminato ad Amadei l’espulsione causa della squalifica a vita, Vittorio Dagianti confessa di essere lui l’autore del calcio al guardalinee di Torino-Roma;
  • Nel 1952, sulla scia della crescente popolarità in seguito ad un gol in Nazionale contro l’Inghilterra, è eletto consigliere comunale a Roma nelle fila della Democrazia Cristiana;
  • Amadei è celebrato nella Hall of Fame sia della Roma che della Federazione Italiana Gioco Calcio;
  • Nel mese di maggio del 2021 è stato inaugurato un campo di allenamento di Trigoria intitolato ad Amadei. Lo hanno deciso i tifosi in seguito ad un sondaggio indetto dalla società.