Carlo Ancelotti: da bimbo a capitano

Carlo Ancelotti in azione da capitano della Roma

Mamma Roma adotta subito il bimbo Ancelotti

Ancelotti arriva alla Roma appena ventenne nell’estate del 1979. Viola ha rilevato la società e voluto il ritorno in panchina di Liedholm, fresco vincitore dello scudetto con il Milan. La prima richiesta del barone è proprio quella del promettente centrocampista che si è messo in luce con il Parma in Serie C. Carlo Ancelotti è così il primo seme di una Roma che di lì a poco diventa magica e vincente. Si tratta di un bravo ragazzo, figlio di una famiglia contadina. Il giorno del raduno, 20 luglio 1979, rimane imbottigliato con l’auto nel traffico di Via del Corso ma non si perde d’animo e si affida ad un taxi per raggiungere la sede di Via del Circo Massimo. Qui ci sono cinquecento tifosi entusiasti che circondano il taxi e lo prelevano quasi con la forza, lasciando cadere nel vuoto le richieste di pagamento del tassista “il bimbo non deve pagare”. Oramai a lui ci pensa “mamma Roma”.

Carlo Ancelotti con la sciarpa del CUCS
Carlo Ancelotti con la sciarpa del CUCS, a testimonianza del grande rapporto con i ragazzi della Curva (foto storiadellaroma.it)

Tra un urlo ed un abbraccio

La storia di Ancelotti bandiera della Roma è racchiusa tra un urlo ed un abbraccio. Crescono insieme, Carletto e la Roma. I primi due anni arrivano altrettante Coppe Italia ed uno scudetto mancato per il gol di Turone. Il “bimbo” è spesso decisivo e incarna lo spirito romanista. Ma il 25 ottobre 1981 questo idillio è interrotto bruscamente dalle urla di Carlo che echeggiano in uno Stadio Olimpico ammutolito. Il contatto con il viola Casagrande provoca un movimento innaturale del ginocchio destro con conseguente rottura del legamento crociato. La tifoseria romanista non si è ancora ripresa dal dramma sportivo di Rocca e questo episodio riapre una ferita mai guarita. La sentenza parla di un anno di stop e del Mundial 1982 da vedere da casa. Il giocatore non demorde, ha grinta da vendere e rientra in campo il 17 ottobre 1982 contro il Cesena. In tempo per recitare un ruolo da protagonista nella marcia trionfale verso lo scudetto. E arriva per primo a sostenere con la sua forza Di Bartolomei, esausto di felicità dopo il gol del due a zero all’Avellino. Fissando con quell’abbraccio un’immagine iconica che entra nella storia della Roma.

Ancelotti e Di Bartolomei si abbracciano in Roma-Avellino del 1983
Ancelotti abbraccia Di Bartolomei in Roma-Avellino
Ancelotti, Di Bartolomei e Falcao esultano in Roma-Avellino
Falcao si unisce a Di Bartolomei e Ancelotti nell'esultanza più iconica della storia della Roma

Ancelotti raccoglie l’eredità di Di Bartolomei

Dopo la vittoria dello scudetto la sfortuna si accanisce di nuovo con Ancelotti. Stavolta salta il legamento del ginocchio sinistro e l’infortunio lo tiene fuori per tutta la stagione della “Coppa dei Campioni”, finale inclusa. Lasciando nei tifosi il dubbio logorante che con Carletto in campo sarebbe finita diversamente. Al suo rientro la Roma non è più la stessa. In panchina è arrivato Eriksson e Di Bartolomei è andato al Milan insieme a Liedholm. Ed è ora che si materializza Ancelotti bandiera della Roma, con l’assunzione dei gradi di capitano lasciati in eredità da Ago. Il secondo infortunio toglie un po’ di smalto al forte centrocampista che però è il leader di una squadra che sfiora l’ennesima impresa perdendo incredibilmente contro il Lecce. Forse sono proprio i dubbi sul suo stato di salute a convincere Viola a cederlo al Milan al termine del campionato 1986-87, lacerando il cuore di tutti i tifosi. “Se sacrificio vuol dire Ancelotti, nessuno vale Ancelotti” recita uno striscione apposto in Tribuna Tevere nella sua ultima partita in giallorosso. Un futuro ricco di successi lo attende a Milano, ma la storia d’amore con i tifosi della Roma rimane per sempre un’altra cosa. 

"Roma città matta, capitale del mio cuore. Di Milano non conosco niente, di Roma tutto."

Carlo Ancelotti (dal libro autobiografico "Preferisco la Coppa")
Ancelotti saluta la Curva Sud
Ancelotti saluta la Sud il 10 maggio 1987 dopo la sconfitta per 3 a 0 con la Samp
Lo striscione della Sud per il ritorno di Ancelotti a Roma
Lo striscione della Sud per il ritorno a Roma di Ancelotti in Roma-Milan 0-2 del 17 aprile 1988