GUIDO ARA

Guido Ara

DATI ANAGRAFICI DI GUIDO ARA

Nasce a Vercelli

Nasce il 28/6/1888

Muore a Firenze

Muore il 22/3/1975

STATISTICHE DI GUIDO ARA CON LA ROMA

Stagioni: 3 (1937-38, 1938-39 e 1939-40)

Panchine totali: 93 (86 in Campionato e 7 in Coppa Italia) 

Score: 41 V – 17N – 35 P

Guido Ara è un tecnico della scuola piemontese con un passato glorioso da calciatore. È stato infatti uno dei più grandi mediani italiani del periodo che precede la Grande Guerra e più in generale dell’epoca dei pionieri. Lo contraddistingue uno stile impeccabile, prima in campo e poi in panchina, al punto da essere ribattezzato “l’elegante Guido”. Con la “mitica” Pro Vercelli vince cinque scudetti da giocatore, uno da allenatore e addirittura un altro rivestendo il duplice ruolo. Lascia per la prima volta il nord per allenare, dal 1934 al 1937, la Fiorentina.

Guido Ara per la Roma del dopo Barbesino

Nel 1937 Guido Ara è chiamato ad una sfida impegnativa come quella di assumere l’eredità di Luigi Barbesino alla guida della Roma. Il collega piemontese ha allenato per ben quattro anni i giallorossi sfiorando lo scudetto appena un anno prima e ottenendo una finale di Coppa Italia. Anche Ara è un fanatico della disciplina, predilige l’allenamento atletico e cerca di espellere i personaggi scomodi dallo spogliatoio. Allenatore serio ma al tempo stesso testardo e chiuso, si porta dietro l’incognita legata a come questi elementi caratteriali possano integrarsi in un ambiente come quello romano. Il 9 agosto 1937 il dirigente Fornari lo presenta alla stampa e il giorno dopo Ara parte con la squadra per il ritiro di Velletri.

La Roma di Guido Ara

Il tecnico vercellese affronta la sfida romana pronto, come suo solito, a dare il meglio di sè. Consapevole di dover smussare certi angoli caratteriali, ecco che lo ritroviamo l’11 settembre 1937 all’inaugurazione del Bar Masetti, insieme al presidente Igino Betti e a tutta la prima squadra. La sua è però un’opera soprattutto di rifondazione e, anche se la sua Roma in tre anni non va oltre un quinto posto, Guido Ara costruisce l’ossatura della squadra campione d’Italia nel 1942. È lui a volere infatti l’acquisto di un giovane Aristide Coscia, a sottoporre a provino e poi a tesserare l’albanese Naim Krieziu e, infine, a vincere i dubbi di Amadei spostandolo a centravanti. Tre mosse decisive nello scacchiere dei futuri campioni. Sul finire della stagione 1939-40 Guido Ara è esonerato e lascia il posto ad Alfred Schaffer.

Gli acquisti della Roma 1937-38
Gli acquisti della Roma 1937-38: De Grassi, Borsetti, Mascheroni, il tecnico Ara, Michelini e Asin
Guido Ara e Michelini
Con Michelini
Ara a bordo campo
A bordo campo

Curiosità su Guido Ara

  • Guido Ara conia, nel 1909, il famoso detto “il calcio non è uno sport per signorine”, poi ripreso in tutto il mondo;
  • Il tecnico piemontese è un cultore dell’allenamento, che declina anche nella vita di tutti i giorni. Solito scegliere di abitare ai piani alti per potersi esercitare con le scale oppure fare le trasferte in bicicletta, anche di settanta chilometri;
  • Ara avrebbe dovuto far parte della prima rappresentativa azzurra che il 15 maggio 1910 sfida la Francia a Milano. Quel giorno non può però scendere in campo per via di una squalifica ed il debutto avviene il 6 gennaio 1911 sempre a Milano ma contro l’Ungheria;
  • Il 1 maggio 1913 Ara realizza con l’Italia a Torino un gol su punizione contro il Belgio che passa alla storia per essere uno dei primi schemi attuati su calcio piazzato.

«Guido Ara era un ruspante, uno che ti diceva di correre, di darti da fare, di correre al 100% per dare di più. Questo era Guido Ara».

Amedeo Amadei