MOTOVELODROMO APPIO

Le origini

Il Motovelodromo Appio di Roma sorgeva nel quartiere Appio-Latino, dove oggi c’è Piazzale dei Castelli Romani, alle spalle di Largo dei Colli Albani. A ricordarlo c’è Via del Velodromo, che ne porta il nome. Il Motovelodromo Appio, noto anche come “Cessati Spiriti” o più semplicemente “Appio”, fu costruito nel 1910 ed era dotato di una pista sopraelevata di 400 metri, idonea ad ospitare gare di ciclismo, motociclismo e motocalcio. Dal 1912 fu sede delle gare della società di calcio dell’Audace, che in seguito confluirà nell’Alba, una delle tre società che daranno vita alla AS Roma. I lavori del 1926 dotano l’impianto di una rete metallica che separa gli atleti dal pubblico, la cui capienza massima era di circa 10.000 persone. Gli spogliatoi sono invece collocati sotto la Tribuna Centrale. Il campo è in terra e famoso per i grandi polveroni che si alzavano fino agli spalti, mentre in caso di pioggia diventava paludoso. La distanza con Porta San Giovanni, di circa 3 chilometri, si snodava sulla Via Appia ed era colmata dalla Tranvia dei Castelli Romani fino all’odierna Via delle Cave. Da qui si continuava con la linea Roma-Albano oppure a piedi per circa cinquecento metri. Anche se la maggior parte dei tifosi, soprattutto per motivi economici, si avventurava in una lunga camminata direttamente da San Giovanni.

Motovelodromo Appio
Vista dall'alto del Motovelodromo Appio
Motovelodromo Appio oggi
Piazzale dei Castelli Romani oggi, un parcheggio al posto del Motovelodromo Appio

La Roma sceglie il Motovelodromo Appio

Dopo aver bocciato i campi delle tre società fondatrici, la Roma sceglie il Motovelodromo Appio quale sede delle partite casalinghe del suo primo campionato. Pur con tutti i suoi difetti, l’Appio è quello che dà le maggiori garanzie sia in termini di capienza che per quanto attiene il deflusso degli spettatori al termine delle gare. La Roma è formata nella quasi totalità da giocatori nati in città (Rapetti, Cappa e Chini le uniche eccezioni) e questo, unitamente all’adozione del nome e dei colori di Roma, attira da subito le simpatie della gran parte dei romani. Il destino è segnato: la Roma, appena nata, è già la squadra del popolo. Per questo motivo alle gare della Roma è atteso tanto pubblico e il Motovelodromo Appio è l’unico stadio in grado di ospitarlo. Anche se la scelta è soltanto provvisoria, perché la società ha già messo in preventivo la costruzione di un nuovo impianto, in stile inglese e sulla falsariga di quello dell’Everton.

Dirigenti della Roma al Motovelodromo Appio
Il Presidente Italo Foschi, terzo da sinistra, tra i dirigenti della Roma al Motovelodromo Appio

L’esordio della Roma al Motovelodromo Appio

La prima partita della storia della Roma si gioca domenica 17 luglio 1927 alle ore 17:30 al Motovelodromo Appio. Si tratta di un’amichevole contro i forti ungheresi dell’Ujpesti Torna Egylet (U.T.E.). La gara è anticipata, il giorno prima, dal debutto della squadra B, che pareggia per 2 a 2 e contribuisce a far crescere la già grande attesa per l’incontro. Il pubblico previsto è quello delle grandi occasioni e pertanto si potenzia il trasporto pubblico. Il match è preceduto dallo spareggio del campionato di Seconda Divisione tra il Terni e il Savoia (1 a 0 per gli umbri il risultato finale) e, negli intervalli delle partite, si svolgono gare di atletica. Le mute ufficiali non sono ancora pronte e, allora, i giocatori della Roma indossano divise giallorosse ma non tutte uguali. Ziroli, per esempio, veste il più recente modello della maglia del Roman, altri attingono sempre al Roman, ma con casacche più vecchie, e alcuni indossano maglie rosse ma non ben definite. Rovida porta addirittura i calzettoni dell’Alba. Ma tutto questo conta relativamente, in campo c’è finalmente la Roma e l’entusiasmo è a mille.

Il Messaggero del 17 luglio 1927
Il Messaggero del 17 luglio 1927 annuncia la prima partita della storia della Roma al Motovelodromo Appio

Roma-Ujpesti Torna Egylet: la cronaca 

La coppia di tecnici dei giallorossi, formata da Jozsef King (obbligato a italianizzare in “Giuseppe Ging” il suo nome dalle autorità fasciste) e Pietro Piselli, schiera così la prima formazione della storia della Roma: Rapetti, Mattei, Corbjons, Ferraris IV, Degni, Caimmi, Rovida, Cappa, Boros, Ziroli, Heger. Riserve: Chini e Giannelli. Arbitra il Sig. De Pità di Roma e tra i romanisti ci sono due ungheresi in prova, Boros e Heger, che saranno poi scartati. Il primo capitano è Attilio Ferraris IV. Dopo le prime schermaglie e una rete annullata a Rovida, è il toscano Cappa a siglare il primo gol della storia della Roma, seppur in una gara amichevole. Siamo al minuto 35 del primo tempo e Cappa mette in rete su assist del valido Ziroli. Sempre sul finire della prima frazione arrivano il pari dei magiari ed il gol della vittoria di Heger, su assist di Rovida. Ma il più è fatto, la Roma ha giocato e vinto, la storia è scritta.

Roma-UTE prima partita al Motovelodromo Appio
La formazione della Roma prima dell'amichevole contro l'U.T.E. al Motovelodromo Appio
Rovida in azione
Rovida, riconoscibile dai calzettoni dell'Alba, in azione
Il gol di Cappa all'esordio
Cappa sta per segnare il primo gol della storia della Roma
L'Impero di martedì 19 luglio 1927 celebra l'esordio della Roma al Motovelodromo Appio
Corriere dello Sport di lunedì 18 luglio 1927
Il Corriere dello Sport di lunedì 18 luglio 1927

La prima partita di campionato al Motovelodromo Appio

Il 25 settembre 1927 circa diecimila persone percorrono la Via Appia per raggiungere il Motovelodromo Appio ed assistere all’esordio della Roma in campionato. Il fischio di inizio di Roma-Livorno è previsto per le ore 15, ma un vento fortissimo alza dei grandi polveroni ai quali si pensa di porre rimedio con l’acqua riversata in campo da una autobotte. Purtroppo l’autobotte rimane impantanata sul campo e serve l’intervento dei Vigili del Fuoco per liberare il terreno di gioco. La partita inizia quindi con circa 50 minuti di ritardo e per questo motivo i livornesi faranno un ricorso (il limite massimo da regolamento era di 45), non accolto. La Roma gioca con un completo di cotone interamente bianco realizzato dalle maglieriste di Borgo Pio, con colletto chiuso da laccetti e calzettoni rossi con una fascia gialla. I romanisti, agli ordini di Mister Garbutt, scendono in campo con questo undici: Rapetti, Mattei, Corbjons, Ferraris IV, Degni, Rovida, Ziroli, Fasanelli, Bussich, Cappa e Chini Ludueña. I livornesi sono guidati invece da Mister Piselli, in panchina con la Roma nell’amichevole di luglio contro gli ungheresi. In campo tra gli amaranto c’è Caimmi, anch’esso tra i romanisti in quella partita. Alla fine la Roma, pur non entusiasmando, batte il Livorno per 2 a 0 con reti di Ziroli e Fasanelli. La prima è andata.

Roma-Livorno-25.07.1927 al Motovelodromo Appio
Le formazioni di Roma e Livorno prima del match del 25 settembre 1927 al Motovelodromo Appio
Roma-Livorno del 25 settembre 1927 al Motovelodromo Appio
L'autobotte in campo prima di Roma-Livorno del 25 settembre 1927 al Motovelodromo Appio
Roma-Livorno del 25 settembre 1927 al Motovelodromo Appio
Il gol di Fasanelli
Roma-Livorno del 25 settembre 1927 al Motovelodromo Appio
Una discesa di Ziroli
L'impero su Roma-Livorno del Motovelodromo Appio
L'Impero del 27 settembre 1927 commenta l'esordio della Roma

Curiosità sul Motovelodromo Appio

  • Il biglietto n.1 della prima gara casalinga ufficiale della Roma, disputata il 25 settembre 1927, finisce nella mani di una tifosa. È la ventenne Valeria Forcarelli a sedersi sui gradini dell’Appio accompagnata dal marito Otello Anolfi e tenendo emozionata tra le mani l’agognato tagliando. Valeria muore a 105 anni nel 2012 restando accanita tifosa fino all’ultimo dei suoi giorni;
  • Lunedì 26 dicembre 1927 la Roma batte 4-2 la Dominante nel posticipo di Santo Stefano, in una partita che è interrotta per qualche minuto a causa di una scossa di terremoto che provoca panico e qualche ferito tra gli spettatori;
  • La Roma termina il suo primo campionato, disputato al Motovelodromo Appio, con un ottavo posto che vale la permanenza nella Divisione Nazionale. La stagione è arricchita dalla vittoria della Coppa Coni, torneo riservato alle squadre non approdate alle finali scudetto;
  • L’unica squadra avversaria a violare il Motovelodromo Appio è la Pro Patria, che il 19 febbraio 1928 vince per uno a zero;
  • L’ultima gara della Roma al Motovelodromo Appio è la finale di andata della Coppa Coni, giocata contro il Modena il 22 luglio 1928 e terminata a reti inviolate;
  • Il velodromo vive anni d’oro grazie a eventi motociclistici e ciclistici che vedono anche Fausto Coppi tra i protagonisti;
  • Negli anni Trenta e Quaranta il Motovelodromo Appio è il campo della Mater, che arriva in Serie B sotto la guida di Fulvio Bernardini. Negli anni Cinquanta è la volta dei giallo-verdi del Chinotto Neri, che poi si fonde con la Federconsorzi per dare vita alla Fedit, che ottiene la promozione nel Campionato di Serie C e qui ospita squadre come Foggia, Salernitana, Catanzaro nonché il Siena di Oronzo Pugliese. Dal 1959-60 la Fedit diventa Tevere Roma;
  • Il Motovelodromo Appio cessa di essere utilizzato per competizioni sportive a partire dalle Olimpiadi del 1960, sostituito dal Velodromo Olimpico sorto nel quartiere EUR. Più tardi, verosimilmente nel 1963, saranno demoliti gli spalti, la tribuna coperta e l’ingresso, mentre il resto interrato sotto l’attuale Piazzale dei Castelli Romani. Rimane in piedi, ancora oggi, soltanto un piccolo fabbricato adiacente all’ingresso, situato in Via Albano all’incrocio con l’Appia;
  • Interessante confronto della zona dove sorgeva il Motovelodromo ai tempi dello stadio con il suo essere oggi a questo link
Roma Modena finale di andata Coppa Coni 1928
Un attacco giallorosso durante la finale di andata di Coppa Coni contro il Modena del 22 luglio 1928. Ultima gara disputata al Motovelodromo Appio
Foto aerea del Motovelodromo Appio (1930)
Foto aerea risalente al 1930 (Collezione Walter Nanni)
Il Motovelodromo Appio poco prima della demolizione
Vista dalla Via Appia del Motovelodromo poco prima della sua demolizione (Foto Memorie di Roma)