ROMA-CARL ZEISS JENA

Le premesse di Roma-Carl Zeiss Jena

Il 17 settembre 1980 la Roma torna in Europa dopo cinque anni di assenza. Dalla sconfitta interna con il Bruges del 10 dicembre 1975. La prima Roma di Viola e Liedholm (in panchina anche nella sfida coi belgi) ha vinto subito riportando nella capitale la Coppa Italia che garantisce un posto in Coppa delle Coppe. In Germania c’è ancora il muro di Berlino e alla Roma il sorteggio riserva i tedeschi orientali del Carl Zeiss Jena. Il mercato estivo è ruotato intorno all’acquisto di Falcao, con altri innesti di contorno come i difensori Romano e Bonetti e i giovani Sorbi e Birigozzi. In città c’è grande attesa per la partita e l’Olimpico è gremito in ogni ordine di posto: ottantamila spettatori per il record di incassi di 481 milioni di lire. L’undici prescelto da Liedholm prevede davanti a Tancredi una difesa schierata a zona con Spinosi (2), Maggiora (3), Turone (4) e Romano (6). A centrocampo l’unica sorpresa con Benetti in campo con la maglia numero dieci al posto del sacrificato Amenta. Vicino al roccioso ex juventino ci sono Falcao (5) con Bruno Conti (7) e capitan Di Bartolomei (8). Mentre Ancelotti (11) giostra più avanzato e vicino all’unica punta Pruzzo (9). In panchina siedono, oltre ad Amenta, il portiere Superchi con Santarini, Sorbi e Scarnecchia.

Cerimoniali di Roma-Carl Zeiss Jena
Capitan Di Bartolomei nel cerimoniale di apertura della gara

La partenza sprint della Roma

L’avvio della Roma è scoppiettante con Bruno Conti che dopo soli cinque minuti recupera un pallone vicino alla bandierina che separa la Tevere dalla Nord e scodella al centro per il tuffo di testa vincente di Pruzzo. Passano poco più di venti minuti e stavolta il cross è di Spinosi, da posizione analoga, e il colpo di testa, o meglio di faccia, di Carlo Ancelotti. L’esito però è lo stesso: palla in rete e doppio vantaggio per la Roma. La situazione è ora quella ideale per sfruttare la famosa ragnatela di Liedholm e addormentare la partita sulle ali di un entusiasmo contagioso.

Pruzzo segna in Roma-Carl Zeiss Jena
Pruzzo segna in tuffo (a sinistra) e Ancelotti corre ad abbracciarlo. La Roma è in vantaggio

Un lampo di Falcao squarcia il cielo sopra l’Olimpico

Nel secondo tempo i tedeschi dell’Est non riescono a sovvertire l’inerzia imposta alla gara da Liedholm, che manda in campo Sorbi e Scarnecchia al posto di Conti e Pruzzo. Al minuto settantuno prende corpo la giocata più attesa da tutto lo stadio, ovvero il gol di Falcao, a coronamento di una gara perfetta. Vincenzo Romano avanza sulla trequarti e lancia il pallone verso il limite dell’area dove Di Bartolomei fa sponda di testa per l’accorrente Falcao che mette in rete dopo essere salito in cielo a stoppare elegantemente il pallone di petto. L’Olimpico esplode di gioia e gli ultimi dieci minuti si giocano davanti ad una fiaccolata emozionante. Miglior ritorno in Europa non poteva esserci.

Stop di petto di Falcao
Il sontuoso stop di petto di Falcao
Gol di Falcao al Carl Zeiss Jena
La coordinazione di Falcao per il terzo gol allo Jena

Cosa ha rappresentato Roma-Carl Zeiss Jena

Il 17 settembre 1980 non ha segnato soltanto il ritorno in Europa della Roma. Quando Falcao sale in cielo a stoppare il pallone di petto il tempo si ferma, con il pubblico in silenzio ad osservare incredulo. Un lampo di luce illumina la scena e i presenti all’Olimpico intravedono, ancora sfumato, un sogno che si sarebbe materializzato pochi anni dopo. Falcao, sbarcato a Roma da poco più di un mese, diventa il Divino. Con Tancredi, Conti, Di Bartolomei, Pruzzo e Ancelotti costituisce l’ossatura di una squadra che sta diventando vincente sotto la sapiente guida di Nils Liedholm. Poco importa se la gara di ritorno con i tedeschi sarà una disfatta dolorosissima. Doping o non doping, la crescita della Roma passa anche per Jena, ma soprattutto per quella fantastica serata dello Stadio Olimpico.

Le immagini della gara dal servizio di Eurogol con il commento di Giorgio Martino

Il tabellino di Roma-Carl Zeiss Jena
Il tabellino di Roma-Carl Zeiss Jena